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L’Accademia dei Notturni

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Una prestigiosa villa settecentesca ideale per convegni (110 posti) e per pranzi sociali e familiari d’occasione. Al piano terra salone per 120 persone, con sala adiacente da 40 posti, nella taverna tre sale comunicanti: taverna grande del Conte Prospero per 110 persone; taverna centrale da 60 posti; tavernetta da 40 posti. Ampio parcheggio esterno. “Bagnarola costituisce una vera sintesi di tutta la civiltà delle ville del Bolognese” (G. CUPPINI e A.M. MATTEUZZI, Le ville del Bolognese, Bologna 1967). L’Accademia dei Notturni ha sede in una splendida dimora nobiliare, la Villa Ranuzzi Cospi, già adibita dal suo antico proprietario in luogo per simposi eruditi, spettacoli teatrali e musicali, stazione di soggiorno per cavalcate e cacce. L’attuale Villa fu edificata agli inizi del Settecento da Vincenzo Ferdinando Cospi (architetto Sebastiano Bertelli), in un luogo già vitale nel Sei e Settecento per le attività agricole, le feste campestri, le fiere e spettacoli, per cui Bagnarola acquistava un particolare carattere gentilizio e rurale a un tempo. Prospero Ferdinando Ranuzzi Cospi (1740-1815), anch’egli discendente di quei Cospi che legarono il proprio nome alla formazione del Museo Cospiano, tuttora visitabile presso l’Università di Bologna, villeggiò assiduamente presso la Villa di Bagnarola di Budrio, fondandovi, secondo il gusto letterario del secolo, un’Accademia detta dei Notturni. I due locali principali della dimora nobiliare sono un salone affrescato e stuccato, grande e luminoso, al piano terra, e una grande taverna, circondata da tavernette più piccole, aperte e tutte intercomunicanti, prive di porte o altre chiusure. Questi locali, oltre che lo splendido porticato e il bellissimo giardino, tutti magnificamente restaurati, ospitano dal 1986, secondo le stagioni e le occasioni, le attività della rinata Accademia dei Notturni. Voluta da Giovanni Tamburini a immagine e somiglianza di quella originaria, l’Accademia è disponibile per convivi pubblici e privati, sociali e familiari, da 80 persone in su. La varietà degli ambienti (salone affrescato, taverna e tavernette, giardino, porticato) la rendono adatta alle occasioni più diverse, dai ricevimenti solenni e ufficiali a cerimonie private a cene sociali a feste musicali, teatrali e letterarie. Pranzi congressuali e matrimoni, riunioni Lyons e Rotary, eventi letterari e musicali, cene storiche e d’autore, jam session pop, rock e blues, con improvvisate partecipazioni di noti personaggi del mondo musicale bolognese, ai quali ama talvolta unirsi Giovanni Tamburini (un omonimo ? No, proprio lui, in versione chitarrista per diletto, “malato” di rock e blues): tutto questo e altro ancora è oggi l’Accademia.
Una notazione importante, per non dire decisiva: la cucina è totalmente fresca, espressa, senza precucinati trasportati. Una lista completa dei nomi “passati” in questi anni per l’Accademia è un’impresa ardua per un patron come Giovanni Tamburini, protagonista e promotore incessante di eventi, con scarsa (e programmatica) disposizione per l’archiviazione e la celebrazione fini a se stesse. Alla rinfusa, e con il massimo rispetto per le innumerevoli e casuali omissioni, si possono ricordare Dalla e Vinicio Capossela, Prodi e Spadolini, Baudo e Beppe Grillo, Pavarotti e Levi Montalcini, Quino e Altan, Ramazzotti e Bartoletti, Virtus e Fortitudo, Italia ’90 e Bologna Calcio… Negli ultimi anni, a partire dal 1991, l’Accademia ha anche ospitato e sponsorizzato uno dei più originali e fortunati premi letterari italiani “minori” : il Premio “Ghostbusters”, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche, il Comune di San Giovanni in Persiceto, la Clueb Editrice, “Comix”, “Bologna Mattina”. Giunto nel 1997 alla settima edizione, il Concorso, presieduto da Francesco Guccini, ha premiato i migliori racconti gialli umoristici inediti degli ultimi anni. Andrea G. Pinketts e Dante Zanetti, Licia Giaquinto e Guido Mascagni, Sergio Grea e Annalisa Bruni, Massimo Sozzi e Riccardo Parigi, Alessandro Scarpellini, tra gli autori, Antonio Albanese e Bonvi, Eros Drusiani e Freak Antoni, Sergio Staino, Ro Marcenaro, Zap e Vito, Giorgio Celli e Gianni Cavina, Loriano Macchiavelli e Danila Comastri Montanari, Piero Meldini e Gianni Scalia, Jimmy Villotti e Nardo Giardina, tra gli ospiti, sono stati protagonisti di serate e cene (a tema) direttamente o indirettamente legate al Premio Ghostbusters. Cucina creola su note di Jazz, Vivaldi e Telemann di “contorno” a una splendida cena rigorosamente goldoniana, piatti musicali per un “Palato intonato” e ricette “gialle” per l’Ispettore Sarti: sono solo alcune delle piacevolezze dispensate in questi anni all’Accademia. Piacevolezze che continueranno ad essere dispensate anche grazie ai servizi di MenSA, sito dedicato ai menu storici e d’autore, sostenuto da Tamburini per il solito, vecchio vizio, di voler coniugare gastronomia e cultura.