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La Storia

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Dai tre complessi residenziali – Palazzo di sopra, il Floriano, Palazzo di sotto, borgo nuovo Malvezzi – che nel Sei e Settecento ebbero una intensa vitalità, mescolando le attivita agricole, le feste campestri, le fiere e spettacoli per cui Bagnarola acquistava un particolare carattere gentilizio e rurale a un tempo, sta oggi rinascendo la Villa Ranuzzi Cospi – il “Palazzo di sotto”, la Villa dei “Notturni”. Già nel Cinquecento nella zona, fertile, boschiva, ricca di cacciagione, esisteva un casino di campagna dei Cospi. Nel Seicento apparteneva al Marchese Ferdinando Cospi, Senatore di Bologna e Balì dell’Ordine di S. Stefano di Toscana, la cui Figlia Dorotea sposando un Ranuzzi né origino il trapasso a questa casata. Nel primo decennio del 1700 il Conte Vincenzo Ferdinando Ranuzzi Cospi sostituì la vecchia dimora con l’attuale Villa, ad opera di Sebastiano Bertelli. Benché siano venute meno le quinte arboree e i viali che l’attorniavano, la villa si impone ancora per la distesa ed equilibrata bellezza dei fabbricati: alla Centrale residenza padronale si affiancano due grandi edifici rustici, porticati e affrontati dai prospetti uguali della chiesetta e della ghiacciaia. Lo slancio di queste ultime, l’armoniosità delle singole architetture riscaldano l’impeccabile simmetria del complesso. Sul portale, che dal loggiato esterno immette nel grande salone sono dipinti, accollati, gli stemmi dei Ranuzzi e dei successori Malvezzi: tra i quali la figura di un cavallo alato, il “Pegaso” corsiero delle muse, secolare cimiero dei Ranuzzi.
All’interno del palazzo padronale l’imponente salone Centrale si orna di due grandi tempere del Gaddi, datate 1763, raffiguranti rovine, secondo la moda del tempo. Le accompagnano quattro sopraporte ovali, dello stesso periodo ed attribuite al Lodi e al Bertuzzi, con scene di vita naturale ed agricola. Al suo sontuoso carattere artistico dava un accento culturale il Conte Prospero Ranuzzi Cospi, fondando l’Accademia de “I Notturni”, che quivi teneva le sue dotte adunanze e concerti. A questi raduni il Conte Prospero alternava cavalcate e concerti, caccie e spettacoli teatrali  in villa e nei giardini, realizzando quindi  un vivido frequentatissimo centro di intellettualità e mondanità.