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La Storia

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Già nel Cinquecento nella zona, fertile, boschiva, ricca di cacciagione, esisteva una frazione di campagna di proprietà della famiglia Cospi. Nel primo decennio del 1700 il Conte Vincenzo Ferdinando Ranuzzi Cospi sostituì la vecchia dimora con l’attuale Villa, ad opera di Sebastiano Bertelli.

Nel salone delle feste dominano due grandi tempere del Gaddi del 1763. Le accompagnano quattro sopraporte ovali con scene di vita campestre attibuite al Lodi ed al Bertuzzi

Sul portico  sono dipinti,  gli stemmi dei Ranuzzi e dei successori Malvezzi: tra i quali la figura di un cavallo alato, il “Pegaso” corsiero delle muse.

Nell’agosto del 1705, a conclusione dei lavori, si ha la prima testimonianza di una festa teatrale nella villa che ebbe come soggetto principale Bacco ed Arianna con un “doppio pranzo”  a  cui partecipò ”molta nobiltà di Cavalieri e Dame, oltre a tutta quella che era nelle vicine ville”. Negli anni successivi divennero d’uso l’organizzazione di feste con carri allegorici raffiguranti dei e divinità che  sfilavano davanti il portico.

Dal testamento di Ferdinando Cospi redatto nel 1636 fu data disposizione che nel giorno dell’Assunzione della Madonna in agosto si doveva fare la carità ad una poveretta”  con 100 lire in oro e vestirla in sposa e celebrare, quel giorno, il matrimonio nella cappella della villa.

Il  Conte Prospero Ranuzzi Cospi  che “quivi teneva le sue dotte adunanze e concerti”  alternava cavalcate, battute di  caccia e spettacoli teatrali, simposi in villa e nel parco, facendo così della sua villa un vivido frequentatissimo centro di intellettualità e mondanità.

Le Sue antiche cantine  ospitano la “Taverna Tamburini”  che offre ai propri ospiti una cucina tradizionale dai sapori antichi,  garantiti dall’alta qualità e dalla storia gastronomica bolognese della  famiglia Tamburini, proprietaria della struttura.